Legge sul sovraindebitamento 2018

sovraindebitamento

La legge 3/2012 sul sovraindebitamento, detta anche “salva suicidi”, permette ai soggetti sovraindebitati di ridurre fino al 50-60% l’ammontare dei propri debiti. I debiti possono essere nei confronti di Banche, Fisco, Equitalia e altre società finanziarie.

Partiamo dalla definizione e cerchiamo di chiarire cosa sia il sovraindebitamento e cosa dice questa legge a riguardo.

Sovraindebitamento: cos’è?

Parliamo di sovraindebitamento quando l’ammontare dei debiti diventa talmente alto da non permettere al debitore di continuare a sostenerlo o estinguerlo con le proprie risorse economiche.

Oggi sono molte le famiglie che si trovano purtroppo a fronteggiare drammatiche situazioni di sovraindebitamento a causa del superamento del limite di reddito disponibile. Queste situazioni delicate sono poi aggravate da imprevisti, come la perdita del lavoro. Oppure da gravi problematiche di salute in famiglia. È frequente che si debba ricorrere a finanziamenti per tornare in possesso di un una certa liquidità. Questi finanziamenti però non sono esenti da rischi e possono portare all’accumulo di debiti.

Uno dei rischi più importanti del sovraindebitamento è quello di perdere la propria casa, perché pignorata e passibile di essere venduta all’asta.

sovraindebitamento casa pignorata

Come funziona la legge sul sovraindebitamento?

Innanzitutto è opportuno verificare se esistono i presupposti per ottenere i benefici previsti dalla legge. Per farlo, è necessario rivolgersi a dei professionisti.  Essi avranno il compito di presentare un piano di rientro dei debiti al Giudice. Il piano sarà commisurato alla reale capacità economica del debitore. Se il Giudice approverà il piano, il debitore potrà beneficiare della sdebitazione.

La sdebitazione non è altro che la riduzione del debito, che verrà ridotto secondo le attuali capacità finanziarie del debitore. Il restante importo invece, verrà totalmente cancellato.

Con la legge del sovraindebitamento, è quindi il Giudice a decidere, sulla base di un’attenta analisi dei redditi del debitore quanto è in grado di pagare, valutando anche la meritevolezza del creditore.

La meritevolezza del debitore rappresenta l’affidabilità di un soggetto dal punto di vista economico e finanziario. È una valutazione complessa in cui vengono esaminati vari fattori.  Un Giudice analizzerà le cause del sovraindebitamento e le ragioni di incapacità del debitore.  Verrà inoltre valutato il modo in cui il debitore spende il denaro. Se utilizza strumenti come carte di credito, prestiti, pagamenti a rate etc.. La valutazione contribuisce a stabilire se il debitore sia in grado di fare una valutazione presente e futura sulla propria capacità economica in rapporto con i debiti che assume.

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 Legge sul sovraindebitamento: quali sono i benefici?

Con l’applicazione della legge 3/2012 sul sovraindebitamento si possono conseguire diversi benefici.  Vediamoli nel dettaglio.

È possibile:

– estinguere il debito con i creditori, sulla base delle proprie reali possibilità economiche, con piccole rate proporzionate alla capacità reddituale del nucleo famigliare

– far sospendere le attuali procedure esecutive in corso, come pignoramenti, fermi amministrativi, aste giudiziarie

 – annullare i finanziamenti con società finanziarie, banche, società di leasing etc riuscendo a ridurre l’ammontare del debito fino ad oltre il 60%

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Chi può accedere alla legge di sovraindebitamento?

I soggetti che possono proporre il sovraindebitamento sono tutti coloro a cui non si applica la legge fallimentare, per cui sono persone fisiche e giuridiche che sono:

– consumatori

– non imprenditori. Ovvero non svolgono attività di impresa: professionisti, artisti e lavoratori autonomi e società professionali. Anche i professionisti iscritti ad Albi professionali come avvocati, architetti, notai rientrano in questo caso. Stessa accezione anche per gli artisti dello spettacolo come attori e registi. Rientrano nella categoria residuale degli altri lavoratori autonomi quei soggetti che esercitano attività libere, che non necessitano di un esame di Stato.

– imprenditori commerciali sotto soglia. Oppure che hanno cessato l’attività da più di 1 anno. Può rientrare in questo caso anche l’imprenditore commerciale sopra-soglia ma con debiti inferiori a 30.000 euro

– enti privati non commerciali. Associazioni sportive, associazioni e fondazioni riconosciute, Onlus, organizzazioni di volontariato etc.

 imprenditori agricoli

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